La produzione mondiale di pere ammonta a circa 12 milioni di tonnellate ed è attualmente in crescita, principalmente a seguito della crescente capacità produttiva della Cina, il più grande produttore mondiale con circa 7 tonnellate per anno. Al secondo posto, con una produzione annuale di circa un milione di tonnellate, si trova l’Italia. All’interno dell’Unione Europea, l’Italia rappresenta più del 40% della fornitura totale ed è il più grande esportatore di questo prodotto. Un’occhiata alle varietà coltivate in Europa negli ultimi anni mostra una significativa caduta in quantità di Passacrassana, Kaiser e Guyot-Limonera, a favore di una crescita complessiva di volumi di William, Abate Fetel e Conference. L’Italia produce il 30% di pere Conference, il 60% di Decana del Comizio, il 64% di William e il 100% di Abate e Kaiser sul totale prodotto in Europa.

La regione che offre le migliori condizioni di sviluppo è l’Emilia Romagna, la quale copre più del 65% di tutta la produzione nazionale. La produzione autunnale domina in Italia. Il calendario commerciale (circa il 50%) è perciò largamente concentrato nel periodo ottobre-dicembre. Tuttavia, quantità discrete vengono anche commerciate durante il resto dell’anno, ad eccezione del periodo compreso tra maggio e giugno. La pera Abate Fetel è chiaramente la varietà dominante: negli ultimi cinque anni la produzione è oscillata tra le 220 mila e le 325 mila tonnellate. Le pere Conference, invece, stanno vivendo alcune difficoltà. La produzione è ora stabile al di sotto delle 115 mila tonnellate. La coltivazione delle varietà Decana e Passacrassana sta rapidamente diventando una cosa del passato. Negli ultimi anni, la pera Coscia, una varietà tipica del Sud Italia, ha registrato una quantità pari a circa 60 mila tonnellate. La varietà Kaiser ha mantenuto un costante livello produttivo di circa 60 mila tonnellate.