Lo sviluppo mondiale dell’agricoltura biologica non è diminuito, registrando percentuali di crescita medie che oscillano tra il 10 e il 20% all’anno negli ultimi anni. I numeri parlano di una superficie coltivata totale di oltre 37 milioni di ettari, 1.8 milioni di aziende in 160 Paesi (solo 86 Paesi erano impegnati nell’agricoltura biologica nel 2000) e un mercato dal valore di oltre 55 miliardi di dollari (circa 40 miliardi di euro). La domanda dei consumatori è concentrata maggiormente in Europa e nel Nord America, che insieme assorbono il 97% della spesa per alimenti biologici. Asia, America Latina e Australia sono importanti produttori ma sono prevalentemente votati all’esportazione. I più importanti Paesi in Europa dove il mercato degli alimenti biologici è forte sono Germania, Francia e Italia, mentre il più elevato consumo pro-capite è registrato in Danimarca (140 euro pro-capite all’anno di spese per alimenti biologici) e nei Paesi alpini (Svizzera, con 115 euro pro-capite all’anno e l’Austria con 109 euro), seguiti dalla Svezia.

L’Australia continua ad essere il principale produttore di alimenti biologici, con 12 milioni di ettari vocati alla coltivazione, mentre l’Italia, con un totale di oltre 1 milione di ettari, si classifica ottava nel mondo (dopo l’Argentina, la Cina, gli Stati Uniti, il Brasile, la Spagna e l’India) e seconda in Europa, in una sfida testa a testa con la Spagna, mentre seguono la Germania, la Gran Bretagna e la Francia. L’Italia è il primo Paese produttore d’Europa di verdura biologica (con un’area di 28 mila ettari, otto volte la superficie della Spagna), agrumi (823 mila ettari), uva (con 52 mila ettari, il triplo della superficie francese) e olive (oltre 140 mila ettari). Con un ruolo importante nella produzione biologica orientata verso l’export, l’Italia è anche il più grande esportatore al mondo di prodotti biologici, in grado di raggiungere gli scaffali di tutta Europa, degli Stati Uniti e del Giappone, per un valore di più di un miliardo di euro nel 2010.