Con una quantità complessiva di circa due milioni di tonnellate, l’Italia fornisce il 30% della produzione melicola dell’UE a 15 e il 20% dell’UE a 27. Nel 2010 il Paese ha raggiunto il primo posto nella produzione melicola europea posizionandosi davanti alla Polonia, che a causa delle pessime condizioni climatiche ha perso il proprio primato. Tuttavia, buona parte della produzione polacca è destinata ad essere trasformata e sebbene le attuali varietà in offerta siano in fase di rinnovamento, molte di queste non sono ancora richieste dai mercati internazionali. In altre parole, per molti anni l’Italia ha detenuto il primo posto in classifica nel mercato delle mele fresche. La sua produzione è della migliore qualità, altamente considerata non solo in Europa ma in tutto il mondo, dal Nord America all’Estremo Oriente, dalla Russia al Medio Oriente e dal Nord Africa al Sud America.

Poco meno del 70% delle mele prodotte in Italia (circa 1,5 milioni di tonnellate) provengono dal Sudtirolo e dal Trentino, due aree in grado di presentare una vasta gamma di varietà ed elevata qualità, con quattro organizzazioni commerciali che controllano quasi l’intera produzione: VOG e VI.P nel Sudtirolo, Melinda e La Trentina in Trentino. La seconda area produttiva più importante, con una produzione di quasi 200 mila tonnellate, è il Veneto, specializzato nelle varietà Golden Delicious, Morgenduft, Gala e Granny Smith. Con 200 mila e 147 mila tonnellate rispettivamente, queste aree sono seguite dal Piemonte, dove le varietà rosse dominano il mercato (Red Delicious, Red Chief e Gala) e dall’Emilia Romagna, una zona pianeggiante particolarmente vocata per le varietà emergenti, come Fuji, Pink Lady e Modì. Le varietà prodotte in maggior misura in Italia sono anche quelle più richieste dal mercato: Golden Delicious, Gala, Red Delicious, Fuji e Granny Smith.